
Giovedì 14 aprile, ore 20.45
Chiesa dei Giuseppini di Spresiano
INGRESSO CONSAPEVOLE
Avvicinandosi al 66° anniversario della Liberazione dell’Italia dal regime nazifascista, la sezione dell’ANPI Spresiano – Arcade organizza una serata per ricordare i giovani che hanno combattuto con grande forza ideale per dare un futuro di libertà e di pace alla nostra Nazione. Abbiamo scelto una proposta culturale ed un messaggio che possano far riflettere i nostri concittadini, ed in particolar modo i nostri giovani, sulla necessità di approfondire la conoscenza dei fatti e costruire/ricostruire una memoria comune che ci faccia sentire membri di una società che ha le sue basi sulla Costituzione Repubblicana.
Protagonisti della serata saranno Egidio Meneghetti e Sandro Buzzatti.
Egidio Meneghetti, nome di battaglia Antenore Foresta, fra i maggiori responsabili della Resistenza a Padova e nel Veneto, non sfugge al generale destino che lascia finire nel dimenticatoio di un facile ma colpevole revisionismo opere di grande valore civile come “La partigiana nuda” e “Bortolo e l’ebreeta” due tra le sue famose Cante edite dalle storiche Ed. del Gallo. Attorno a “La partigiana nuda”, il suo più celebrato poemetto, Buzzatti raccoglie un coro di poeti resistenziali celeberrimi quasi a rendergli postuma soddisfazione, traendone una sorta di cantata civile dalle spiccate tinte antifasciste; ed ecco allora farsi avanti G. Caproni, E. Montale, P.P. Pasolini, C. Pavese, S. Quasimodo, U. Saba, V. Sereni, G. Ungheretti, A. Zanzotto.
La Partigiana nuda ed altre cante di Egidio Meneghetti
Sandro Buzzatti, voce recitante
Luigi Vitale, vibrafono e percussioni
La serata sarà introdotta da Canti di resistenza, di rivolta e di amore!
Andrea Facchin, chitarra e voce
L’evento è organizzato con il patrocinio del Comune di Spresiano e in collaborazione con COOP Adriatica e Spazio Paraggi.
Informazioni:
A.N.P.I. Sezione di Spresiano Arcade
anpi.spresiano@gmail.com

Biografie
SANDRO BUZZATTI - voce recitante
Ultimo di quattro fratelli, senza alcuna progettualità da parte dei genitori, nasce a Sedico (BL) il 14 ottobre 1948 a un centinaio di metri da quel Cordevole che, dopo una galoppante discesa dalla valle Agordina, si getta tumultuoso nella Piave, asse portante e cuore pulsante, nei secoli scorsi, della vita delle genti bellunesi. In quel territorio, agli albori del Millennio, i suoi antenati di Buda, sul Danubio, erano giunti sospinti da carestie e da guerre (I Budàti, poi Buzzatti): sfruttando la forza dell'acqua imbrigliata in giganteschi ingranaggi, costruirono mulini e fucine dove tempravano e tornivano il ferro. Dalle spade, prima; delle ruote dei carri, degli aratri, delle seghe, più tardi, fino al primo '900 quando cessò la fluitazione del legname e delle persone su zattere, verso Venezia, la Dominante.
Non a caso, dunque, l'esercizio della scherma e l'allevamento dei cavalli nonché lo studio della musica e del teatro, attività care alla tradizione magiara, sono al centro di gran parte della sua formazione, in perenne altalenare tra terra e cielo, tra realtà e utopia, tradizione e sperimentazione, il racconto e la poesia. A Firenze affina gli studi classici; più tardi in lunghi anni di bracciantato e attività politica nella Toscana più profonda, intuisce i legami inscindibili tra natura e linguaggio, tuffandosi anima e corpo nei superstiti giacimenti culturali delle più antiche stirpi italiote. Tornando nella "piccola patria veneta" dopo una lunghissima ed esaltante serie di fallimenti politici e sentimentali indossa con entusiasmo la Maschera di Capitan Finimondo decidendo così, finalmente, di fare i conti con la Realtà, cosa che continua a fare tuttora, sotto mentite spoglie, specie nelle notti senza luna quando, uniche a brillare, sono le parole dei poeti che contendono alle stelle la supervisione del mondo.
Il resto sono quisquilie.
Dal 1996 si occupa prevalentemente della “riemersione” dell’opera poetica in lingua dialettale di un grande autore antifascista veneto, Romano Pascutto, ingiustamente rimosso dalle più importanti antologie della letteratura italiana, anche vernacolari, nonostante poeti del calibro di Andrea Zanzotto e Franco Loi ne riconoscano il magistero. Allestisce e mette in scena, di Pascutto, la trilogia “Storia de Nane” “La Gigia” e “Birt all’Inferno”, una sorta di epopea in versi della lotta di classe fra le popolazioni del litorale veneto nel ‘900.
LUIGI VITALE - vibrafono e percussioni
Nato a Salerno il 10//02/1982. Figlio d’arte, fin da piccolo resta affascinato dalla musica jazz ascoltando numerosi dischi della collezione paterna. All´età di dodici anni inizia a studiare la batteria seguito dal padre e dopo un anno viene ammesso al Conservatorio di Salerno dove a 20 anni si diploma con il massimo dei voti in strumenti a percussione con il M° Carlo Di Blasi.
Partecipa dal´98 in poi a diversi seminari di perfezionamento per vibrafono e marimba tenuti da David Friedman, Dave Samuels, Ed Saindon e Saverio Tasca.Ha suonato con importanti musicisti del panorama jazzistico tra i quali: Luis Agudo, Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Tino Tracanna, Pietro Tonolo, Attilio Zanchi, Aldo Vigorito, Julian Oliver Mazzariello, Dario e Alfonso Deidda, Marco Brioschi, U.T.Gandhi, Saverio Tasca, Dave Samuels. Non mancano collaborazioni sia in ambito teatrale che orchestrale: Teatro dell’opera di Roma, Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia. Luigi Vitale è il vincitore del Premio Massimo Urbani e Premio del Pubblico come giovane talento del jazz italiano dell'anno 2004.
Laureato in Jazz con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Castelfranco Veneto con il M° Pietro Tonolo nell´anno 2008/2009.