
Foto di Leslie Krims
Dal 14 ottobre 2007 all'8 dicembre 2007
apertura dal mercoledì al sabato h. 16.30-20
presso lo Spazio Paraggi,
via Pescatori, 23 Treviso
Mostra fotografica a cura di Samantha Primati
Fotografie di:
LEWIS BALTZ , CARLO BARBON, GABRIELE BASILICO, LAURA BOT, VITTORE BUZZI, ALESSANDRA CAPODACQUA, MICHELE CAZZANI, ALBERTO FURLANI, LUIGI GARIGLIO, PAOLO GIOLI, NICOLA GIULIATO, MICHELA GOBBO, STEFANO GRAZIANI, GUIDO GUIDI, PAOLO GUOLO, FRANCESCO JODICE, LESLIE KRIMS, ROBERTO KUSTERLE, ILARIA LIMONTA, MARTINO MARANGONI, LORIS MENEGAZZI, PAOLO MONTI, FRANCESCO MORANDIN, ALBERTO NASCIMBEN, SIMONA ONGARELLI, PAOLO PANDULLO, FEDERICO PATELLANI, ANDREA PAVESI, NINO ROMEO, CLAUDIO SABATINO, ELISA SCARAMUZZINO, LIVIO SENIGALLIESI, MARGHERITA VERDI, KLAUS ZAUGG
Ingresso libero e gratuito
Sono passati dieci anni da quando Nicola Giuliato e Alberto Munari hanno deciso di scommettere sulla cultura e sulle persone, aprendo uno spazio fisico e culturale dedicato alla fotografia, intesa come mezzo di espressione, di analisi e di conoscenza del reale. Calvino con il racconto "L'avventura di un fotografo" ne ha suggerito il nome. Il protagonista, Antonino Paraggi, è il simbolo dell'associazione. Per il carattere problematico della sua figura di artista e filosofo che sa interrogare ambiti culturali diversi, suggerisce una concezione aperta di fotografia.
Da un breve passo del racconto di Calvino, nasce il progetto di realizzare per il decimo compleanno dello Spazio Paraggi una grande mostra legata al tema dell'intimità vicina all'eros e all'amore, che riunisca in una sola volta tutti gli autori che hanno esposto allo Spazio Paraggi. Nel racconto di Calvino, si intravede qualcosa che presumo accomuni tutti i fotografi, anche se ufficialmente indagano su generi diversi da questo. Il nostro tentativo è di creare, allestire un "archivio temporaneo", una "biblioteca segreta" di immagini concesse dai fotografi. Abbiamo chiesto loro di cercare sul fondo dei cassetti e tra le pagine della propria memoria le foto più intime, quelle che non avrebbero mai pensato di condividere con un pubblico. Quelle che esprimono la personalità di ogni autore nell'acerbo tentativo di indagare un genere, la fotografia, e forse anche il tentativo di scoprire un'amore. Con la sorpresa, a volte, di trovarne due.
(La curatrice)
Dal racconto "L'Avventura di un fotografo" di Italo Calvino:
S'avvicinò a Bice, si mise a sbottonarla sul collo, sul petto, a far scorrere il vestito sulle spalle. Gli erano venute in mente certe fotografie di donna ottocentesche, in cui dal bianco del cartoncino emerge il viso, il collo, la linea delle spalle scoperte, e tutto il resto svanisce nel bianco.
Quello era il ritratto fuori dal tempo e dallo spazio che ora lui voleva: non sapeva bene come si faceva ma era deciso a riuscirci. Piazzò il riflettore addosso a Bice, avvicinò la macchina, armeggiò sotto il drappo per regolare l'apertura dell'obiettivo. Guardò. Bice era nuda. Aveva fatto scivolare il vestito fino ai piedi; sototo non aveva niente; aveva fatto un passo avanti; no, un passo indietro che era come un avanzare tutta intera nel quadro; stava dritta, alta davanti alla macchina, tranquilla, guardando davanti a sè, come se fosse sola.
Antonino sentì la vista di lei entrargli negli occhi e occupare tutto il campo visivo, sottrarlo al flusso delle immagini casuali e frammentarie, concentrare tempo e spazio in una forma finita. E come se questa sorpresa della vista e l'impressionarsi della lastra fossero due riflessi collegati tra loro, subito premette lo scatto, ricaricò la macchina, scattò, mise un'altra lastra, scattò, continuò a cambiare lastra e scattare, farfugliando, soffocato dal drappo:- Ecco, ora sì, così va bene, ecco, ancora, così ti prendo bene, ancora.
Non aveva più lastre. Uscì dal drappo. Era contento. Bice era davanti a lui, nuda, come aspettando. Adesso puoi coprirti, - disse lui euforico, ma già con fretta, - usciamo. Lei lo guardò smarrita. Ormai ti ho presa, - disse lui. Bice scoppiò a piangere.